RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO

Retrofitting strutturale

con applicazione di nastri orizzontali uni-direzionali in materiale fibro-rinforzato in carbonio (CFRP) e/o in vetro (GFRP), a matrice polimerica: si realizza una cintura chiusa attorno al pilastro che fa da confinamento alle sezioni di calcestruzzo racchiuse, incrementandone la tensione di resistenza alla compressione uni-assiale; inoltre la cinturazione impedisce l’espulsione (spalling) del copriferro e interdice l’instabilità (unsteadiness) delle barre di armatura longitudinali per aumentare la durabilità dell’intervento.

con applicazione di nastri verticali uni-direzionali in materiale fibro-rinforzato in carbonio a matrice polimerica (CFRP): si realizzano armature esterne longitudinali aggiuntive per incrementare la capacità del pilastro a momento flettente (bending moment).

inserite tra la base del pilastro e la testa del dado fondazionale in calcestruzzo, dopo essere state avvolte da un tessuto termosaldato fibrorinforzato in carbonio, risvoltato in superficie sui nastri longitudinali alla base del pilastro. Tale presidio consente di ridurre i fenomeni:

– di scorrimento a taglio tra l’interfaccia e/o i vari strati sovrapposti (shear-slip)

– di danneggiamento dell’interfaccia fibra-matrice (support demaging)

– di delaminazione dei tessuti longitudinali in fibra di carbonio (debonding)

(dissipative bracing) con inserimento di dispositivi isteretici a snervamento alla base dei profili metallici disposti in forma di “K”; i dispositivi isteretici a snervamento (hysteresis loop device) smorzano l’energia sismica durante la loro deformazione ciclica (earthquake damping)

(debonding) dei tessuti sui tamponamenti murari mediante applicazione di nastri uni-direzionali di rinforzo in carbonio a matrice polimerica (CFRP) sugli elementi perimetrali in cemento armato a contorno dei pannelli murari perimetrali (pilastri e travi di bordo). Tale presidio consente di aumentare la lunghezza di ancoraggio dei nastri di rinforzo applicati sui tamponamenti stessi.

(floor joist stitching) con applicazione di nastri uni-direzionali in materiale fibro-rinforzato in carbonio a matrice polimerica (CFRP): si interdicono in questo modo sia lo scorrimento degli impalcati rispetto alle strutture verticali, sia la rotazione di queste, vincolandole ai precedenti. La solidarizzazione delle armature in composito agli impalcati è prodotta dai pioli – anch’essi in carbonio – infissi trasversalmente nel solaio

(interlocking of masonry) alle strutture in cemento armato in cui sono inseriti, così da vincolarli con applicazione di tessuto quadri-assiale e/o rete bi-direzionale in materiale fibro-rinforzato in carbonio a matrice polimerica (CFRP), con impregnazione in resine epossidiche bicomponenti esenti da solventi

(anchorage connector) in fibra di carbonio con sfioccatura a un’estremità. I connettori sono allocati all’interno di una calza retinata zincata per l’inghisaggio, mediante iniezione controllata di resina epossidica bicomponente esente da solventi. I connettori, dunque, modificano favorevolmente le condizioni dell’aderenza al contorno, poiché bloccano lo scorrimento relativo del nastro alla superficie.

(reinforced masonry frame) con applicazione di nastri uni-direzionali in materiale fibro-rinforzato in carbonio a matrice polimerica (CFRP): il telaio è disposto attorno alle aperture (porte e finestre) per ridurne la vulnerabilità; l’aderenza viene enfatizzata mediante pioli infissi nella struttura, con terminali risvoltati nei nastri.

con armatura in composito (composite reinforced masonry), mediante applicazione di rete bi-direzionale e/o tessuto quadri-assiale in materiale composito fibrorinforzato in carbonio a matrice polimerica (CFRP), con impregnazione in resine epossidiche bicomponenti esenti da solventi.

L’armatura in composito produce l’interazione tra telai in cemento armato e tamponature in muratura: l’esito è funzionale alla resistenza non solo alla compressione ma anche alla trazione, creando un sistema reticolare remoto (croci di S. Andrea). La solidarizzazione delle armature in composito ai paramenti murari è prodotta, oltre che dall’incollaggio, anche da pioli infissi, trasversalmente nella muratura: connettori in fibra di carbonio, con sfioccatura a un’estremità per l’ancoraggio sulla superficie esterna, posti all’interno di una calza retinata zincata per l’inghisaggio mediante iniezione controllata di resina epossidica bicomponente esente da solventi.

AI SENSI DELLE NTC-2018

L’INTERVENTO NON “INFLUENZA” LE OPERE DI FONDAZIONE

esse pertanto non sono oggetto di attività. Secondo le norme vigenti, si assume che gli interventi sulla struttura in elevazione non hanno impatto sulle opere fondali visto che l’incremento di carico al piede nella combinazione rara non è “significativo” poiché non eccede il 10% del carico esistente prima dell’intervento stesso