Adeguamento statico e riduzione del rischio sismico non sono opzioni strutturali, ma requisiti imprescindibili per una sicura e tranquilla fruizione di ogni struttura, soprattutto abitativa.
Le NTC 2018 introducono il coefficiente zE, cioè il rapporto tra la massima azione sismica in capacità e la massima azione sismica in domanda (per una nuova costruzione). zE può essere espresso in termini di accelerazione di picco al suolo su un sito rigido e orizzontale (ag) o in termini di Peak Ground Acceleration (PGA), ossia l’accelerazione di picco al suolo su un sito specifico, in cui si tiene conto delle effettive condizioni stratigrafiche e topografiche (risposta sismica locale).
Assumendo il valore di ag corrispondente allo Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV) si procede determinando dapprima la quota di sisma cui la struttura risponde allo stato di fatto (ante operam), sicché zE,ANTE < 1, dopodiché si determina la quota di sisma cui invece la struttura risponde allo stato di progetto (post operam). Si valutano così carenze nella situazione ante operam, anteprima di resistenza e duttilità, verifica della situazione post operam.
Operativamente, l’intervento finalizzato all’adeguamento e alla riduzione del rischio sismico, si concretizza attraverso il RINFORZO degli elementi esistenti in CA con fasciature a nastro uni-direzionale FRP (Fiber Reinforced Polymer), nonché dei tamponamenti in muratura mediante placcaggio con tessuto quadri-assiale o rete bi-direzionale FRP. Infine la posa di dispositivi di DISSIPAZIONE supplementare di energia: infatti essi producono un significativo smorzamento sismico che la struttura deve assorbire, riducendo cioè la forza applicata e di conseguenza la deformazione dell’edificio.